Scuola internazionale delle Arti e della Cultura italiana

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L’olio nuovo

olioextravergine

Abitare a Firenze significa poter godere di prodotti a chilometro zero, sani e davvero gustosi. La Toscana non è solamente la “culla della cultura”, ma tra i suoi dolci colli e nelle sue sconfinate campagne, la terra regala frutti eccezionali, rinomati in tutto il mondo. Tra le eccellenze più amate, un vero e proprio gioiello dal colore dell’oro: l’olio extra vergine d’oliva.

Vi abbiamo già parlato di quanto sia salutare l’apporto dell’extra vergine nella dieta mediterranea, ma forse non tutti conoscono il detto “vino vecchio, olio nuovo”, che celebra una tra le tradizioni che ricorrono proprio nel mese di novembre, quella dell’”olio nòvo”.

Per riallacciarci al detto che abbiamo poc’anzi citato, al contrario del vino, che “invecchiando, migliora”, l’olio si considera buono quando è fresco, quando cioè è limpido e ha integre tutte le proprietà organolettiche che lo caratterizzano, oltre al suo strepitoso aroma. Per questo in Toscana si festeggia l’arrivo dell’olio nuovo a novembre, ovviamente, cercando di aggiudicarsi le migliori scorte!

Il raccolto per l’olio di oliva, in generale può avvenire in vari stadi dell’invaiatura, cioè del cambiamento di colore dell’oliva che da verde diventa violacea, tendendo in seguito al nero, a seconda del tipo di olio che si vuole ottenere. Ma con olio nuovo, nello specifico, si intende il primo olio delle prime olive del nuovo raccolto.

Dopo il raccolto, le olive vengono portate al frantoio dove si procede all’estrazione – meccanica, abbiamo detto – dell’olio, attraverso la frangitura, cioè la macinazione su pietra, e la gramolatura, quindi la separazione della componente liquida e solida del pestato, fino all’estrazione vera e propria. Per la maggior parte di questi processi, bisogna sempre tenere sotto controllo la temperatura, che può deteriorare i prodotti, compromettendone le proprietà, come l’aroma e il sapore. Una volta franto, l’olio viene imbottigliato. L’olio nuovo viene imbottigliato immediatamente, per trattenere tutte le sue fragranze.

Sul pane abbrustolito per delle ottime bruschette, per condire qualsiasi verdura mantenendone la freschezza, oppure per insaporire un gustoso piatto di spaghetti al pomodoro: potete sbizzarrirvi, l’olio EVO dona rotondità e profumo a qualsiasi piatto lo si aggiunga. Ad una sola condizione, però: il toscano doc lo utilizza rigorosamente a crudo, per non perderne proprietà, aroma e gusto inconfondibile.

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